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Dubbi di un informatico /01

Dubbi di un informatico /01


Alcune considerazioni all'alba dell'ennesima rivoluzione informatica.

Focus On del 22/07/2004 17.59.53
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Lavoro con l'informatica da molti anni mi meraviglio ancora per il ripetersi delle stesse scene, per il rivivere le stesse situazioni da parte di molti colleghi e di molti dei loro clienti. Se vi riconoscete qui, bè... fate così: fermatevi, prendetevi un caffé, fischiettate un motivetto allegro e cambiate subito modo di fare. Vi sentirete immediatamente meglio.

Complessità
Per ''governare le complessità'' serve conoscere l'abc?
Per la verità penso che siano davvero poche le persone al mondo che conoscano bene tutti i passaggi che trasformano degli impulsi elettrici nel software che usano tutti i giorni.
E di questi credo proprio che ancor meno facciano parte del mondo dell'informatica professionale.
Tuttavia la domanda resta. E' possibile scrivere del software, progettare soluzioni per casi complicati, senza conoscere le basi dell'informatica, della telematica?
La risposta è ovvia. No di certo, del resto praticamente tutti gli informatici che lavorano sul campo nascono come ragazzini esperti in questa o quella tecnologia alla moda (di solito l'ultima), che sanno premere benissimo CTRL-ALT-CANC ed usare l'autocomposizione del software di turno.

Problematiche Comuni
Ho spesso a che fare con progetti e sistemi di medie e grandi dimensioni nelle realtà più eterogenee. E per ognuna di queste ho trovato un approccio di tipo diverso alle problematiche comuni.
Già, le problematiche comuni...
Ogni azienda, ogni ente ed alla fine ogni individuo pensa di essere un mondo a se, di essere speciale, di avere esigenze che non hanno gli altri, di avere caratteristiche uniche e meravigliose, di meritare il meglio, molto meglio di quello che hanno gli altri; in effetti pensa di essere meglio degli altri e quindi di dover ricercare un livello di eccellenza diverso... più eccellente ancora.
Ovviamente, per le questioni meramente pratiche, demandano all'informatico, programmatore, dba o sistemista che sia, la traduzione di questo loro desiderio in computerese; a volte riportandogli anche dei consigli sul linguaggio o l'ambiente da usare sentiti da un esperto.

Selezione del personale
Nelle aziende entra di tutto (si, vabbè, anche il sottoscritto).
Però è anche giusto così. Del resto dopo aver pubblicato un annuncio in cui si ricercava un genio di meno di venticinque anni, che parli quattro lingue senza inflessione, in grado di lavorare in team su progetti di ampie dimensioni, motivato, esperto in tutti i software esistenti, che conosca a menadito l'elenco di overload di tutte le classi .Net supportate da Mono su Linux ma che sia anche certificato Cisco, Ibm Websphere, MCSE, Oracle, che sia di poche pretese e disposto a trasferirsi su una piattaforma petrolifera in 24 ore, mi pare il minimo che il responsabile delle risorse umane della ditta sia riuscito a selezionare al massimo una segretaria carina ma oca ed un paio di ottimi mentitori che si rimbalzeranno per mesi abilmente le responsabilità.

Rapporto con i clienti
Di solito si tende ad assumere uno di questi due comportamenti:
Il cliente è il mio padrone! Con questo motto si comincia ad obbedire a qualunque richiesta, inclusa la più improbabile, cercando di fare l'impossibile e di più.
Il cliente? E lui che ne capisce delle sue esigenze? Con questo approccio si fornisce sempre lo stesso prodotto a tutti.

...to be continued.