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Alcune considerazioni all'alba dell'ennesima rivoluzione informatica.
Lavoro con l'informatica da molti anni mi meraviglio ancora per il ripetersi
delle stesse scene, per il rivivere le stesse situazioni da parte di molti
colleghi e di molti dei loro clienti. Se vi riconoscete qui, bè... fate così:
fermatevi, prendetevi un caffé, fischiettate un motivetto allegro e cambiate
subito modo di fare. Vi sentirete immediatamente meglio.
Complessità
Per ''governare le complessità'' serve conoscere l'abc?
Per la verità penso che siano davvero poche le persone al mondo che conoscano
bene tutti i passaggi che trasformano degli impulsi elettrici nel software che
usano tutti i giorni.
E di questi credo proprio che ancor meno facciano parte del mondo
dell'informatica professionale.
Tuttavia la domanda resta. E' possibile scrivere del software, progettare
soluzioni per casi complicati, senza conoscere le basi dell'informatica, della
telematica?
La risposta è ovvia. No di certo, del resto praticamente tutti gli informatici
che lavorano sul campo nascono come ragazzini esperti in questa o quella
tecnologia alla moda (di solito l'ultima), che sanno premere benissimo
CTRL-ALT-CANC ed usare l'autocomposizione del software di turno.
Problematiche Comuni
Ho spesso a che fare con progetti e sistemi di medie e grandi dimensioni
nelle realtà più eterogenee. E per ognuna di queste ho trovato un approccio di
tipo diverso alle problematiche comuni.
Già, le problematiche comuni...
Ogni azienda, ogni ente ed alla fine ogni individuo pensa di essere un mondo a
se, di essere speciale, di avere esigenze che non hanno gli altri, di avere
caratteristiche uniche e meravigliose, di meritare il meglio, molto meglio di
quello che hanno gli altri; in effetti pensa di essere meglio degli altri e
quindi di dover ricercare un livello di eccellenza diverso... più eccellente
ancora.
Ovviamente, per le questioni meramente pratiche, demandano all'informatico,
programmatore, dba o sistemista che sia, la traduzione di questo loro desiderio
in computerese; a volte riportandogli anche dei consigli sul linguaggio o
l'ambiente da usare sentiti da un esperto.
Selezione del personale
Nelle aziende entra di tutto (si, vabbè, anche il sottoscritto).
Però è anche giusto così. Del resto dopo aver pubblicato un annuncio in cui si
ricercava un genio di meno di venticinque anni, che parli quattro lingue senza
inflessione, in grado di lavorare in team su progetti di ampie dimensioni,
motivato, esperto in tutti i software esistenti, che conosca a menadito l'elenco
di overload di tutte le classi .Net supportate da Mono su Linux ma che sia anche
certificato Cisco, Ibm Websphere, MCSE, Oracle, che sia di poche pretese e
disposto a trasferirsi su una piattaforma petrolifera in 24 ore, mi pare il
minimo che il responsabile delle risorse umane della ditta sia riuscito a
selezionare al massimo una segretaria carina ma oca ed un paio di ottimi
mentitori che si rimbalzeranno per mesi abilmente le responsabilità.
Rapporto con i clienti
Di solito si tende ad assumere uno di questi due comportamenti:
Il cliente è il mio padrone! Con questo motto si comincia ad obbedire a
qualunque richiesta, inclusa la più improbabile, cercando di fare l'impossibile
e di più.
Il cliente? E lui che ne capisce delle sue esigenze? Con questo approccio si
fornisce sempre lo stesso prodotto a tutti.
...to be continued.
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